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PRIMO CONVEGNO NAZIONALE THINKDOG

Convegno nazionale ThinkDog riservato agli educatori della scuola di Angelo Vaira.

Il programma prevedeva una parte di aggiornamento e formazione, ed una rivolta alle strategie organizzative.

In primo luogo state visionate le interviste realizzate da Angelo Vaira, la prima a Marco Iacoboni, professore di psichiatria e scienze biocomportamentali al Brain Research Institute, Università della California che ha risposto a domande sui neuroni specchio e sulla possibilità che queste conoscenze siano trasferibili ai cani, la seconda intervista a Marc Bekoff, professore emerito di ecologia e biologia evolutiva presso l’Università del Colorado che ha parlato di codice etico e morale negli animali.

Successivamente Alexandra Hrowitz, professore aggiunto e ricercatrice al Barnard College Columbia University ha fatto un lungo ed interessantissimo intervento su molti aspetti delle capacità socio-cognitive dei cani: i segnali di attenzione visiva nel gioco diadico del cane domestico, le motivazioni comportamentali che ci spingono ad antropomorfizzare gli animali, le principali ragioni dello “sguardo colpevole” dei cani, la sensibilità dei cani domestici verso un’ingiusta ricompensa, comportamento di obbedienza o disobbedienza in risposta a diversi stati attentivi del proprietario.

E’ intervenuta Emanuela Prato Previde, professore associato di psicologia generale e direttore del Canis Sapiens Lab all’Università degli Studi di Milano, che si è occupata del legame affettivo cane-uomo e uomo-cane ed ha presentato alcuni studi condotti con il test della Strange Situation sui cani di famiglia, i cani da lavoro e i cani con esperienze di abbandono e vita in canile.

Questo intervento è stato poi integrato da Sarah Marshall-Pescini, dottore di ricerca in psicobiologia, fondatrice Canis Sapiens Lab, Università degli Studi di Milano e Isabella Merola, dottoranda di ricerca in psicobiologia, Canis Sapies Lab, Università degli Studi di Milano che hanno parlato di intelligenza sociale e comunicazione interspecifica nei cani, avvalorando le loro ipotesi con studi su come i cani si lascino influenzare dai suggerimenti degli umani, sul ruolo della “comunicazione ostensiva” umana e su come i cani utilizzano lo sguardo come strumento comunicativo.

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